...in una Milano dal clima imprecisabile, direi mezza stordita. C'è nebbiolina, ma non certo la classica nebbia. Pioviggina, ma neanche piove seriamente, nulla osta alla bicicletta. Una Milano si direbbe stramma, alla Montalbano.
Del resto, la giornata è complicata. I fieri paladini della purezza Padana, una volta trapiantati nella tanto vituperata Roma ladrona, s'è vista la strada che han preso. E, somma ingiuria, i tabernacoli di via Bellerio perquisiti e i loro idoli inquisiti per ordine di tre procure, di cui due -teribbile- salite dalla più profonda terronia. Con Bossi che parla esattamente come uno Scajola qualsiasi. Stesse identiche frasi. Trascuriamo l'eloquio e lo stato del caro leader, per solidarietà sincera da parte di uno che ha subito quasi gli stessi problemi di salute.
Come se non bastasse, sproloqui anche da via Turati, dove zio Fester non si dà pace per una sconfitta netta, perdendosi, dopo essere stati presi a pallate e ischerzati in svariate situazioni, in puntute rivendicazioni su rigori che, peraltro, si lasciano correre solo in Italia, e neanche in tutte le aree. Da aggiungere agli sproloqui precedenti su un non-gol rivendicato pervicacemente in base a una foto pubblicata solo dal sito ufficiale rossonero, e che dimostra l'assenza a MilanLab di operatori di Photoshop decentemente esperti. Forse gli stessi che hanno "guarito" il povero Pato correggendo le radiografie...
Sissì, giornate complicate e Milano stramma. Strammissima, si licet. Non che in casa nerazzurra si stia meglio, se è vero, com'è vero, che sabato l'Inter giocherà in casa a... Trieste. Splendida città, beninteso, ma non esattamente dietro l'angolo: da Appiano Gentile a destra, poi sempre dritti... per sei ore.
Speriamo nel pomeriggio...
mercoledì 4 aprile 2012
sabato 4 febbraio 2012
Voci dal silenzio
Ha scelto Bolzano Novarese, il prefetto Giuseppe Adolfo Amelio, per ringraziare l'impegno dei comuni novaresi nelle manifestazioni organizzate per la Giornata della memoria. E così, venerdì 27, si è ritrovato vittima di una brutale retata notturna delle Waffen SS. «Non senza un brivido lungo la schiena», ha ammesso, quando, pochi minuti dopo le 21, da via delle Vigne si sono uditi colpi di arma da fuoco, seguiti dall'irruzione e dai secchi ordini degli sgherri in divisa: «schnell!», «svelti!». Nel frattempo, giungevano, a bordo di auto d'epoca, gerarchi nazisti ed ufficiali medici. Così, in un clima irreale, tra gli spari, le raffiche, il fumo acre ed il suono lacerante delle sirene, tutti i presenti sono stati rastrellati dagli sgherri e spintonati senza tanti riguardi nell'atrio del municipio. A perquisizioni, commenti sprezzanti e maltrattamenti è seguito un momento di grande impatto emotivo: l'identificazione con lo “scudo di David”, la famigerata stella gialla di stoffa appuntata sul petto, che significava deportazione.
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Ancora una volta è stata l'emozionante animazione teatrale di strada curata dalla compagnia locale “Albero cavo” ad introdurre la serata «Voci dal silenzio. Oltre l’immaginabile», organizzata dall'amministrazione e dalla Pro Loco. Ed oltre le aspettative è andata anche la partecipazione dei cittadini, che hanno gremito la sala consiliare. Fermato da un malanno di stagione il relatore, Giovanni Cerutti, direttore scientifico dell'Istituto storico della Resistenza novarese, gli interventi sono stati affidati al sindaco, Giulio Frattini, al prefetto Giuseppe Amelio, ed al giornalista Daniele Godio, volto noto dell'informazione televisiva locale, ma anche storico competente ed appassionato. Il primo cittadino ha richiamato al senso ed al dovere della memoria e della testimonianza, introducendo e commentando una serie di toccanti contributi audiovisivi, che documentano la testimonianza di episodi drammatici della persecuzione razziale nazifascista, accaduti proprio nell'alto novarese e nel Vco. Fedele all'imperativo di Primo Levi: «Meditate che questo è stato, vi comando queste parole», anche l'intervento di Daniele Godio, che si è soffermato sul valore attuale della memoria della shoah, sottolineando la necessità di un rinnovato impegno: «La storia -ha ricordato citando Churchill- è maestra di vita, ma ha negli uomini dei pessimi studenti». Infine, il prefetto Giuseppe Amelio ha riunito idealmente nell'applauso finale tutte le iniziative che si sono tenute nella nostra provincia: «Ringrazio l'impegno di tutte le amministrazioni, i gruppi e le associazioni che hanno contribuito all'organizzazione dei numerosi eventi che, anche quest anno, hanno reso la giornata della memoria una testimonianza preziosa e significativa di impegno civile».
Davide Valeri

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Ancora una volta è stata l'emozionante animazione teatrale di strada curata dalla compagnia locale “Albero cavo” ad introdurre la serata «Voci dal silenzio. Oltre l’immaginabile», organizzata dall'amministrazione e dalla Pro Loco. Ed oltre le aspettative è andata anche la partecipazione dei cittadini, che hanno gremito la sala consiliare. Fermato da un malanno di stagione il relatore, Giovanni Cerutti, direttore scientifico dell'Istituto storico della Resistenza novarese, gli interventi sono stati affidati al sindaco, Giulio Frattini, al prefetto Giuseppe Amelio, ed al giornalista Daniele Godio, volto noto dell'informazione televisiva locale, ma anche storico competente ed appassionato. Il primo cittadino ha richiamato al senso ed al dovere della memoria e della testimonianza, introducendo e commentando una serie di toccanti contributi audiovisivi, che documentano la testimonianza di episodi drammatici della persecuzione razziale nazifascista, accaduti proprio nell'alto novarese e nel Vco. Fedele all'imperativo di Primo Levi: «Meditate che questo è stato, vi comando queste parole», anche l'intervento di Daniele Godio, che si è soffermato sul valore attuale della memoria della shoah, sottolineando la necessità di un rinnovato impegno: «La storia -ha ricordato citando Churchill- è maestra di vita, ma ha negli uomini dei pessimi studenti». Infine, il prefetto Giuseppe Amelio ha riunito idealmente nell'applauso finale tutte le iniziative che si sono tenute nella nostra provincia: «Ringrazio l'impegno di tutte le amministrazioni, i gruppi e le associazioni che hanno contribuito all'organizzazione dei numerosi eventi che, anche quest anno, hanno reso la giornata della memoria una testimonianza preziosa e significativa di impegno civile».
Davide Valeri
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giovedì 22 aprile 2010
Quando il pericolo viene dalla strada...
Paruzzaro. E' ormai divenuto uno dei punti più pericolosi della viabilità locale: in alcuni tratti della strada provinciale 33 Gozzano-Oleggio Castello, infatti, l'asfalto si è letteralmente scrostato come la granella di una colomba pasquale. Il risultato sono profonde buche che, spesso, attraversano tutta la larghezza della carreggiata, costringendo gli utenti della strada a pericolose manovre di aggiramento, se non all'invasione della corsia opposta.
E' così, ad esempio, in via per Oleggio, il tratto che attraversa il comune di Paruzzaro, intorno al km 9, tra le aziende Comoli e Zanini. In quel punto, il dissesto crea un pericolo immediato ed evidente, tanto agli automezzi, quanto soprattutto a cicli e motocicli, facendo rilevare già alcuni sinistri, oltre che numerose segnalazioni da parte dei cittadini.
La segnaletica stradale, installata nel periodo pasquale, indica a chi scende da Paruzzaro un “pericolo generico”, con un cartello verticale e un segnale mobile. In realtà in entrambi i sensi di marcia ci si trova ad affrontare vaste aree di dissesto. Una vera e propria “trappola stradale” che ha indotto l'amministrazione comunale a chiedere interventi urgenti a palazzo Natta. «Già a marzo -spiega il sindaco, Mauro Julita- abbiamo inviato una segnalazione formale, coinvolgendo l'assessore provinciale alla viabilità (il borgomanerese Gianluca Godio, ndr) e il dirigente del servizio tecnico (l'ingegner Alberto Ravarelli, responsabile dell'efficienza della rete viaria). Dopo alcuni incontri, la procedura di appalto si è avviata, e, secondo le ultime informazioni, nel giro di un mese e mezzo dovrebbe essere aperto il cantiere».
Nel frattempo, lunedì 12 aprile, un altro episodio è accaduto, questa volta lungo la strada provinciale 111 Bolzano Novarese-Invorio: in seguito al maltempo del periodo pasquale, poco dopo il ponte sul torrente Agogna, un albero si è abbattuto sulla carreggiata, solo per una fortunata coincidenza senza coinvolgere alcun mezzo. In quel punto, ormai da anni è evidente una perdita d'acqua che causa il periodico sversamento in carreggiata di detriti. Un'ulteriore situazione di rischio che ha riportato in primo piano anche lo stato di manutenzione delle banchine e delle aree limitrofe alle strade, dove spesso la vegetazione incolta invade la carreggiata.
Davide Valeri
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