giovedì 2 luglio 2009

Gli... "oracoli" del meteo a Pettenasco



Pettenasco. Certo.un convegno di meteorologia all'hotel «La Sibilla Cusiana» può suonare beffardo. Tanto più che studio del tempo e climatologia sono scienze sempre più raffinate, fondate su rigorosi modelli matematici e fisici. L'incontro tra le previsioni del tempo e gli incomprensibili oracoli che uscivano dal celebre antro su foglie mischiate dai venti si limita dunque al nome del centro congressi. «La meteorologia nella vita quotidiana» il tema dell'incontro, promosso dall'associazione MeteoNetwork Onlus, in collaborazione con il centro Epson Meteo ed il patrocinio dei comuni di Pettenasco ed Omegna. «Le condizioni meteo, e la loro previsione -ha ricordato aprendo la giornata il sindaco Ezia Tabozzi- sono particolarmente importanti per un territorio a vocazione turistica come il nostro: speriamo dunque di... non gufare».

Giovanni Tesauro ed Alessandro Ceppi, di MeteoNetwork Onlus, hanno presentato i lavori realizzati dagli alunni delle elementari di Oggebbio e Ghiffa, nell'ambito dei corsi di meteorologia animati dall'assoziazione nelle scuole: un'attività multidisciplinare di dieci ore, arricchita da uscite per la raccolta dei dati da stazioni meteo e pluviometri, e dalle visita all'aeroporto militare di Linate, ed al centro Epson Meteo di Cinisello Balsamo, dove vengono elaborate le previsioni per le più note emittenti televisive. Proprio Flavio Galbiati, noto meteorologo del centro, ha proposto un intervento su «La storia del clima e la storia dell'uomo»: un affascinante itinerario dalle glaciazioni al “ninho”, attraverso il ciclo dell'acqua e del carbonio, ma anche icnontrando eventi e personaggi famosi: dalla nebbia alleata di Napoleone nella battaglia di Austerlitz alle grandi carestie.

Di un tema particolarmente appropriato alle nostre zone si è occupato Gianluca Bertoni, di MeteoVarese: tema del suo intervento, gli effetti prodotti dall'attraversamento delle catene montuose sulle correnti, in particolare l'effetto sbarramento ed il favonio (il ben noto fohn).

Non senza una sana dose di ironia, Pierluigi Randi, di Meteo Romagna, ha affrontato un viaggio tra presunte astronavi aliene e cosiddette scie chimiche, per ribattere, immagini storiche e dati scientifici alla mano, a tesi complottistiche a tratti esilaranti. Ecco allora le pericolosissime scie chimiche -in realtà note sin dall'inizio della storia dell'aviazione- tornare alla loro natura di banalissime scie di condensazione provocate dai velivoli, spettacolari Ufo fare alterttanto con le colorate nubi lenticolari, e piccoli cristalli di ghiaccio confessare la propria responsabilità dietro ad inquietanti immagini di dischi volanti luminescenti. Quanto poi alle sostanze pericolose sospettate di celarsi in certi addensamenti: «per ora nessuno ci avvelena dall'alto, provvediamo già egregiamente noi stessi da terra». A dispetto delle centinaia di segnalazioni di allarme, di certa pubblicistica accondiscendente, e financo di qualche interrogazione parlamentare.

Ricco di stimoli anche l'alluvionale intervento di Marco Mancini, professore ordinario al politecnico milanese: «Meteorologia, idrologia e ingegneria nella gestione della risorsa idrica» il tema affrontato. Concetto chiave, la convinzione che «l'emergenza idrica è generalmente un problema di conflitto tra i diversi usi della risorsa: la navigazione, l'irrigazione, il raffreddamento delle centrali elettriche, il valore turistico, l'uso industriale». Ecco dunque l'importanza dei sistemi di previsione dei flussi di acqua, da una parte per la corretta regolazione dei bacini, dall'altra per la diffusione di allerta meteo in caso di possibili alluvioni.

Infine, riflettori puntati sulla star della giornata: il colonnello Mario Giuliacci, anch'egli del centro Epson Meteo, volto noto delle previsioni di Canale5. Brillante la sua esposizione su «Clima e tempo: gli effetti sul corpo e sulla psiche». Ovvero, come variabili quali temperatura, umidità, pressione atmosferica, ma anche la luce e l'attività elettrica, incidono sullo stato del nostro organismo... e del nostro umore. Benessere, emotività e sensazioni di comfort o disagio, insomma, sono strettamente in rapporto con l'ambiente esterno. Quando, allora, l'ambiente può far male? «Ciò che fa male è il troppo o il troppo inm fretta. Cioè i valori estremi o la variazione troppo repentina degli stessi». Ecco allora le dolci note per i nostri ambienti di lago: «temperature più stabili, maggiore luminosità grazie alla luce riflessa, oltre all'effetto psicologico di stabilità e protezione di un orizzonte limitato, rassicurante». Perchè in fondo questi meteorologi, oltre che scienziati, sono anche un po' poeti...

venerdì 19 giugno 2009

I "Secoli bui" di Bolzano Novarese...

Bolzano Novarese. Altro che «secoli bui»! Il medioevo a Bolzano significa una vera e propria grande festa popolare. Giunta alla sua quinta edizione, la rievocazione medievale «Alla corte sul lago» ha visto ancora una volta animarsi un villaggio dell’età di mezzo. Con l’abile regia della pro loco «Bolzano Insieme», un centinaio di figuranti ed una decina di compagnie e confraternite hanno dato vita ad uno spettacolo memorabile e coinvolgente, ospitato anche per quest’anno dalla residenza Borsini-Marietti, che per l’occasione apre i cancelli del vasto parco e della storica residenza signorile. Ecco allora un altro stereotipo, quello dell’epoca di papi ed imperatori, cadere davanti alla ricostruzione vivace e realistica di un medioevo dal basso, tra balli di popolani, fatiche di contadini, operosi artigiani, gioviali osti, rudi sgherri, vezzose damigelle, minacciosi guerrieri in corazza, ed anche qualche inquietante losco personaggio… che, ahilui, non è sfuggito al supplizio della gogna, apparso particolarmente di moda nel fine settimana.
Ambienti e scene di vita quotidiana rivissuti grazie agli splendidi costumi storici, alle accurate ambientazioni, alle coreografie, ed al fragore di qualche sano botto d’archibugio. Nel frattempo, in un’ala della villa, era possibile visitare mostre ed esposizioni.
Così, tra una dimostrazione d’arceria ed un sollazzo in taverna, tra un corteo di sbandieratori e una scaramuccia tra armati, tra un gran ballo ed una disfida cavalleresca, si è giunti alla «Gran cena in corte», con «festose vivande ed ambrati vini, tra carole di flauti e tamburelli».
Successo di pubblico garantito anche per questa edizione, patrocinata da Comune, Regione, Provincia e Avis, con la partecipazione tra gli altri del noto gruppo storico «Sine Mellus Vel Corona» di S.an Bartolomeo al Mare, degli spettacolari sbandieratori di «San Jorio Sacro Cuore» di Asti, della «Confraternita del Leone» di Brescia, della «Compagnia del Cardo e del Brugo» di Pavia, della «Compagnia del Capitano del Bergamino» da Vogogna, dei «Giullari del Teatro Rebis» di Macerata, della Compagnia teatrale di Floriano Negri e della bolzanesissima «Compagnia dell’Albero Cavo». Tutti nel Cusio, per un appuntamento ormai entrato a buon diritto nel circuito delle rievocazioni storiche italiane.
Davide Valeri

martedì 2 dicembre 2008

Una nuova 'casa' per l'Ecomuseo Cusius

Pettenasco. «I nuovi uffici dell’Ecomuseo Cusius sono a Pettenasco, ma la vera sede è tutto il territorio». Così il direttore, Andrea Del Duca, ha sottolineato il ruolo dell’«Associazione Ecomuseo del Lago d`Orta e Mottarone». Associazione che, sabato 29 novembre, ha festeggiato l’inaugurazione dei nuovi uffici. Si tratta di un antico immobile del centro, appartenuto alla storica famiglia Fara e situato nell’omonima via, nei pressi della sede municipale. Acquisita nel 2006, la costruzione è stata sottoposta ad un importante intervento di recupero conservativo, progettato e diretto dall’architetto Debora Landi, ed affidato all’impresa Tecno costruzioni di Verbania. «La scelta fondamentale –ha spiegato Landi- è stata quella di mantenere l’atmosfera di una vecchia casa del centro storico, proprio nello spirito della conservazione della cultura materiale. Questo primo lotto di lavori ha visto il consolidamento strutturale ed il restauro dei tre piani, oltre all’adeguamento alle normative di sicurezza e di accessibilità ai disabili».


L’investimento è stato di circa 300 mila euro, finanziati dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Banca Popolare di Novara. Oltre alla direzione ed agli uffici operativi, la nuova sede ospita la biblioteca, la mediateca, una sala progetti (subito battezzata “pensatoio”), spazi espositivi ed una foresteria. «Un lavoro di eccellenza, particolarmente rispettoso delle caratteristiche storiche dell’edificio. Sono felice che sia della comunità, e, quindi, ancora un po’ casa mia», ha commentato Gaetano Maria Fara, professore all’università «La Sapienza» di Roma e rappresentante della famiglia proprietaria della residenza, che fu l’abitazione del canonico Angelo Fara, uno dei primi storici a narrare le vicende del Lago d'Orta.


Soddisfatto il presidente dell’Associazione, Massimo Bonini, che ha ricostruito un decennio di attività dell’ente, insieme ai numerosi ospiti: oltre a sindaci e amministratori cusiani, Maria Piera Pastore, deputata e consigliera provinciale; Paolo Cattaneo, vicepresidente della commissione cultura della Regione Piemonte; Gianni Desanti, assessore all'ambiente della provincia azzurra; Eliseo Mascolo, in rappresentanza dell'assessore provinciale novarese Silvana Ferrara. Tra i più emozionati, Roberto Zolla, “storico” presidente dell’Ecomuseo Cusius. Il sindaco di Pettenasco, Ezia Tabozzi, ha espresso gratitudine per «Oreste Primatesta e Franco Fornara, due concittadini che hanno dato un impulso decisivo alla nascita e allo sviluppo dell’Ecomuseo». Oltre, naturalmente, «per gli enti che hanno assicurato linfa economica, permettendo alle future generazioni di nutrirsi dell'esperienza di chi li ha preceduti». Infatti, come ha ricordato il direttore Del Duca, «si sono succedute diverse amministrazioni, anche di opposto colore politico, ma tutte hanno cercato di sostenere la nostra attività». Nonostante momenti difficili, come nella scorsa primavera, quando gli annunciati drastici tagli ai finanziamenti facevano temere per la stessa sopravvivenza dell’associazione. «Una dimostrazione –ha commentato Gianni Desanti- che i confini non servono solo a separare, ma sono per loro stessa natura punti di contatto e di unione, soprattutto se sono imperfetti, come nel caso del lago d'Orta e del Mottarone».

Ora il via al trasloco: per il trasferimento degli uffici dalla sede attuale, gli uffici di segreteria rimarranno chiusi fino fino al 7 gennaio 2009.

giovedì 20 novembre 2008

I rifiuti siete voi...


Bolzano Novarese. Venticinque euro. Questa la sanzione minima prevista dalla legge per l’abbandono di rifiuti da parte di privati. Eppure tanto si è parlato dello scandalo di Napoli e dei recenti provvedimenti assunti dal governo in materia, con tanto di introduzione dell’illecito penale per i trasgressori campani. Anche nelle nostre zone non si contano i casi che meriterebbero l’identico trattamento.


A Bolzano, lungo la strada che conduce al cimitero, una piazzola a lato della carreggiata si è trasformata nottettempo in una vera e propria discarica. Una dozzina di sacchi neri di spazzatura sono andati ad aggiungersi a quanto già vi era stato gettato: oltre a sacchi e sacchetti di pattume, si contano mucchi di detriti provenienti probabilmente da lavori di ristrutturazione. Se poi si abbassa lo sguardo lungo la ripida scarpata, ecco carcasse di elettrodomestici bianchi, un videoregistratore, vecchi mobili, reti e materassi, financo il sedile di un furgone e due caschi da moticiclista.


Abbiamo chiesto un commento al sindaco, Carlo Frattini, la sera di lunedì 17, ed il primo cittadino, oltre a risponderci, ha immediatamente provveduto: la mattina successiva, il cumulo di sacchi era stato rimosso, anche se per i rifiuti –ingombranti e non- gettati verso valle servirà una bonifica più attenta, e forse l’utilizzo di apposite attrezzature, quali un “ragno”.

«Purtroppo in questi casi è il personale comunale, con i mezzi del municipio, a doversi occupare dello sgombero. Non ci resta che ripristinare lo stato dei luoghi il più presto possibile, per evitare che altri incivili si sentano autorizzati ad abbandonare ulteriore immondizia in quel punto».

E intanto i cittadini pagano… «Caro e salato. Proprio per questo spero che i responsabili non siano bolzanesi. Non perché gli abitanti di altri comuni siano scusabili, ma se si tratta di nostri concittadini il comportamento sarebbe doppiamente assurdo: non è molto furbo gabbare se stessi…».


Ancora una volta, dunque, l’amministrazione si trova a far fronte a un problema di scarsa civiltà. «Fino a poche settimane fa –ricorda Frattini- era di gran moda abbandonare le bombole di gas proprio davanti al cimitero, e abbiamo dovuto sostenere costi piuttosto onerosi per lo smaltimento».

Quale il movente degli inquinatori? «Pura ignoranza. Con il servizio attuale, grazie alla raccolta porta a porta il cittadino è servito sin dal cancello di casa. Prendiamo ad esempio il caso di quella dozzina di sacchi neri: lasciare davanti al proprio domicilio per la raccolta un solo sacco o quindici è la stessa identica cosa, non comporta alcun aggravio di spesa. Quindi non si comprende la necessità di seminarli nei nostri boschi».

Ed anche per i rifiuti ingombranti o particolari, la piazzola dista ottocento metri dall’area ecologica comunale, che permette il corretto conferimento di ogni genere di rifiuto in modo totalmente gratuito. «L’amministrazione da parte sua garantisce la flessibilità necessaria per mantenere un servizio accessibile ed efficiente». Così, paradossalmente, per gli ignoti responsabili portare i rifiuti nell’apposita area sarebbe stato più comodo e conveniente rispetto allo scarico illegale.


Presenterete una denuncia contro i responsabili? «In realtà la prassi è formalizzare un esposto solo nel caso di rifiuti pericolosi, per i quali lo stesso Comune deve poi giustificare lo smaltimento. Per i casi di abbandono incontrollato e le discariche abusive, dovremmo essere ogni giorni in caserma ad esporre denuncia a carico di ignoti. Identificare i responsabili è spesso difficile, occorrerebbe la flagranza». Eppure vi sono stati casi recenti, anche nei paesi vicini, in cui si è risaliti ai responsabili grazie alla corrispondenza rinvenuta tra i rifiuti. «Anche in quel caso, purtroppo spesso le sanzioni sono irrisorie, a meno che si tratti di rifiuti pericolosi. Oggi sembra farsi strada una sensibilità diversa: ci vorrebbe forse l'estensione del decreto emesso per la Campania, che prevede comunque la denuncia penale e sanzioni importanti».

D’altra parte, un altro concetto di gran moda è il federalismo fiscale. E se si cominciasse a sfruttare l'autonomia normativa che i Comuni hanno già, emanando un regolamento comunale sulla gestione dei rifiuti che preveda un cospicuo salasso e il risarcimento delle spese in caso di identificazione? Che, nel caso dei componenti di un automezzo, come a Bolzano, potrebbe non essere impossibile...

Davide Valeri

lunedì 22 settembre 2008

I nuovi talenti della Canottieri Omegna

Il Cusio conferma la sua tradizione di fucina di talenti sportivi, in particolare nel remo: e non poteva essere altrimenti, in terra di pluricampioni del mondo e olimpionici del calibro di Stefano Basalini nel canottaggio e di campioni iridati come Alberto Ricchetti nella canoa. In quest’ultima specialità, nuove conferme sono arrivate dal trofeo “Topolino” di canoa olimpica, che ha visto circa 700 ragazzi, rappresentanti di 78 società, gareggiare dal 5 al 7 settembre in Valsugana, sul Lago di Caldonazzo (Trento), con l’organizzazione del locale circlo nautico e della Federazione italiana canoa e kayak. In programma c’era la finale nazionale del torneo «Canoa giovani», riservato ai ragazzi fino a 13 anni, di fatto una sorta di finale nazionale per le categorie giovanili di uno sport che sta guadagnando successo e risultati.

Ottimi i piazzamenti conquistati dall’Associazione canottieri città di Omegna. Con la medaglia d’argento assoluta nella classifica femminile, un 4° posto nella classifica “Canoagiovani canadese”, ed il 5° posto nella graduatoria generale, la società cusiana ha contribuito in modo decisivo al risultato della rappresentativa regionale: nella classifica del “Meeting delle Regioni”, il Piemonte ha infatti conquistato il secondo posto, dietro la numerosa rappresentativa siciliana, guidata dalla forte “Canottieri Trinacria”. E ad Omegna sono arrivate cinque nuove imbarcazioni, conquistate a suon di vittorie tra quelle messe in palio dal comitato organizzatore.

Prestazioni di rilievo sono venuite dal k2 5,20, con il dodicenne gozzanese Francesco Moro in coppia con l’omegnese Stefano Ricchetti, forse intenzionato a seguire le orme del fratello Alberto, fresco reduce dai giochi olimpici di Pechino. A loro è andato l’oro nella gara dei 2000 metri allievi maschile (nella foto).


I due hanno conquistato pure un argento nel C4 sui 2000 metri, insieme ad Andrea Dago ed al tutor Carlo Ricchetti, a cui Francesco Moro ha aggiunto un quarto posto nelle gare regionali di staffetta K1 4x200 metri.

Molte salite sul podio anche per il quattordicenne Riccardo Strigini, due ori e tre argenti nell’impegnativa specialità della canoa canadese, accanto all’altrettanto bravo Riccardo Rossari.

Senza dimenticare i successi di Jacopo Varallo nei 200 metri sul k1, e sul k2 insieme a Samuele De Ambrosi: due ori che si aggiungono al secondo posto nel k1 sulla distanza dei due chilometri.

Nelle competizioni femminili, da applausi le prestazioni della quattordicenne Mara Savoldi, sul K1 della categoria cadetti. Ma è stata un’ottima giornata anche per la dodicenne Giada Casciana (un quinto ed un settimo posto tra gli allievi femminili nel K1), e per Gloria Conedera, vittoriosa tra i cadetti sui 200 metri sia nel k1 sia nel k2 in coppia con Agata Fantini. Doppio sorriso per quest’ultima, che ha anche superato per la prima volta, sulla distanza dei 2000 metri, la rivale di sempre, la fortissima siracusana Irene Burgo.

Molte soddisfazioni, dunque, per l’allenatrice Ida Conti, ed anche per la promettente leva di canoisti cusiani. In particolare, per una interessante rappresentanza di canottieri gozzanesi, che quasi ogni giorno scendono ad Omegna per gli allenamenti. Si attende infatti il concretizzarsi del progetto di un centro remiero che dovrebbe essere realizzato al lido di Buccione, con la bonifica e la ristrutturazione dell’ex colonia solare. L’amministrazione comunale sarebbe infatti intenzionata a riqualificare l’area destinandola proprio a nuova sede per le attività canottistiche e canoistiche sul lago. Le giovani promesse ci sono, insomma: ora tocca alle strutture.

sabato 22 settembre 2007

Bolzano Novarese: sessant'anni di autonomia comunale

«Conserviamo insieme Bolzano sana, pulita e ricca di valori»

Festeggiare una divisione può apparire paradossale. Eppure quella ricordata con una giornata celebrativa sabato 22 settembre, è «la ricorrenza di un momento felice, non di una separazione triste». Lo ha ricordato il sindaco, Carlo Frattini, nell’accogliere gli invitati: «Mi piace pensare che 60 anni fa avvenne un distacco voluto, condiviso, naturale, bello».
Era il primo di luglio del 1947: un decreto prefettizio restituì al piccolo centro cusiano la dignità di comune indipendente, dopo 19 anni trascorsi come frazione della vicina Gozzano. Gozzano che «ha prima tenuto nella dovuta considerazione la sua frazione, e poi ha saputo accettare il momento della secessione. Oggi posso affermare che tra i due Comuni si continuano a mantenere e coltivare insieme intensi rapporti istituzionali e fraterni legami».

Molte le autorità presenti per fare memoria «di un evento che determinò una svolta storica per la crescita e lo sviluppo di Bolzano»: il prefetto Fabio Costantini; il consigliere regionale Sergio Cavallaro; l’assessore Gianni Barcellini e la consigliera Ilaria Sorrentino per la provincia di Novara; il maresciallo dei Carabinieri di Gozzano Gianluigi Penariol ed il comandante della tenenza di Borgomanero; il parroco don Gianni Remogna. Numerosi anche i cittadini che hanno accolto all’invito del sindaco, affollando la sala consiliare.

Il primo pensiero è stato per gli amministratori scomparsi: sono stati ricordati il compianto ex sindaco Augusto Bacchetta; Bruno Godi, deceduto improvvisamente nel 1985 mentre ricopriva la carica di vicesindaco; Pietro Godi, defunto nel 1996; Paola Godi, mancata prematuramente nel 1999 dopo aver lavorato in municipio per 14 anni. A tutti loro, «che nella loro vita, con il loro impegno, hanno saputo aiutare Bolzano nella crescita, magari diversi tra loro nelle idee, ma sicuramente uniti dall’amore profondo per il loro paese», è stato dedicato un minuto di silenzio, seguito da un commosso applauso.

Un riconoscimento è stato consegnato ad alcuni protagonisti della vita pubblica bolzanese. Primo fra tutti Domenico Gattoni, per innumerevoli anni messo, guardia campestre, vigile urbano, collaboratore scolastico, operaio tuttofare, vera mente storica del paese. Ma la prima impiegata del rinato Comune, trasferita proprio dal municipio di Gozzano, è stata Lucia Bacchetta in Della Noce, assunta con la qualifica di… scrivana: a ricordo dei suoi 38 anni di servizio, una targa ed una copia della promessa solenne prestata nel giorno della sua entrata in servizio, il 14 maggio 1947. Un segno di «riconoscenza per l’assiduo impegno» è andato anche a tre consiglieri comunali che hanno totalizzato sei mandati amministrativi, in pratica trent’anni di carriera: Giuseppe Godi, Nicola Gattoni, e Giovanni Gattoni.

Non poteva certo mancare un premio agli ex primi cittadini, a cominciare da quel Giuseppe Gattoni che fu promotore della rinascita del Comune, decano dei sindaci novaresi, con nove mandati più uno da commissario prefettizio, per un totale record di 42 anni. «Ancora oggi lo conosciamo come “al Peppino sindich”, “il Peppino sindaco”. –ha detto Carlo Frattini- Dobbiamo a lui l’impegno maggiore per l’autonomia: è grazie alla sua determinazione e tenacia, alla sua personale autorevolezza se oggi siamo qui a celebrare questo anniversario». Oggi 92enne, Gattoni ha inviato una lettera molto cordiale: «Purtroppo l’età avanzata e le condizioni di salute non mi permettono di essere presente fisicamente, ma lo sono con la mente e con il cuore». A rappresentarlo, è stata la figlia, dottoressa Marinella Gattoni. «Da parte mia –ricorda il sindaco emerito- ho sempre cercato di operare per il meglio, lavorando nell’interesse della collettività. Sicuramente avrò commesso qualche errore, ma credetemi, non è mai avvenuto per malafede o per interesse personale». Dopo aver ringraziato per «la preziosa collaborazione delle persone che nel tempo si sono avvicendate nell’amministrazione nei diversi ruoli», Gattoni esprime «l’augurio che il Comune di Bolzano Novarese continui a progredire, avvalendosi sempre di amministratori competenti e generosi».
A nome del cavalier Augusto Bacchetta, che ha ricoperto la carica tra il 1961 ed il 1965, è intervenuta la figlia Giannina. Infine, Giulio Frattini, vittorioso nel 1995, che ha lasciato il testimone all’attuale primo cittadino. E’ stato poi il momento del grazie collettivo «ai segretari comunali, i dipendenti, i collaboratori gli ex amministratori, le insegnanti delle scuole, i rappresentati delle associazioni, e tutti i concittadini».

Le radici.
«La ricorrenza –ha aggiunto Carlo Frattini- è occasione anche per riflettere sulle nostre radici. Radici cristiane, apportatrici di valori anche sul piano civile. L’augurio per questa giornata è che Bolzano conservi sempre il suo tessuto sociale e culturale sano e ricco di valori».
La conclusione è stata affidata a una significativa citazione di Giorgio La Pira, sindaco di Firenze: «Ogni paese racchiude in sé una vocazione e un mistero. Amatelo come si ama la casa comune destinata a noi e ai nostri figli, fate che il volto di questo vostro paese sia sempre sereno e pulito. Sentitevi, attraverso di esso, membri di una stessa famiglia». «Viva Bolzano!» l’esclamazione finale.

La cerimonia ufficiale è stata seguita da un aperitivo nel cortile delle scuole elementari, mentre in serata, presso il piazzale Karol Wojtyla, il corpo musicale “Carlo e Domenico Martinetti” di Gozzano ha proposto un intrattenimento musicale. Suggestivo lo spettacolo pirotecnico finale, addolcito dalla ghiotta torta del sessantesimo.

sabato 9 giugno 2007

Alla corte sul lago

Era il meriggio di sabato 2 giugno: fu allora che le sentinelle avvistarono le prime avanguardie, nei prati di via Torre. Ma ci fu chi giurò di aver notato già nei giorni precedenti la presenza inquietante di alcuni forestieri: forse esploratori, inviati, col favore delle tenebre, a studiare il terreno.
Presto si accamparono gli avamposti, e da allora, nel breve volgere del dì di festa,
fu tutto un brulicare di minacciosi armigeri, ma, fortunatamente, anche di spassosi giocolieri e divertenti giullari, austere matrone ma anche leggiadre madamigelle, nerboruti arcieri ma anche ospitali popolani, abili artigiani e gioviali osti.

Un successo di pubblico al di là delle aspettative ha salutato la terza edizione di «Alla corte sul lago», rievocazione medioevale organizzata dalla pro loco, con il patrocinio di Comune e Provincia. Splendido teatro della manifestazione, villa Borsini Marietti, che per l’occasione ha riaperto i cancelli del grande parco all’inglese, insieme ad un’ala della storica residenza signorile, concessa anche quest’anno dalla squisita disponibilità del “castellano” Antonio Marietti.
«Quella di Bolzano, realizzata per la prima volta nel 2005 -sottolineano gli organizzatori- è stata la prima rievocazione medievale di tutto il Cusio, ed è ormai ben conosciuta ed apprezzata anche fuori provincia. Un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso tutto ciò che fu il medioevo: mistero e scoperta, paura e fede, guerra e pace. Con un’attenzione particolare ai riferimenti culturali e storici locali, nell’intento di rivivere ciò che accadde in quel lontano periodo storico nel territorio della Riviera del lago d’Orta».

Due giorni di giostre, spettacoli e tornei cavallereschi, animati dalla partecipazione di alcune tra le più note compagnie storiche italiane: dagli sbandieratori di Castell’Alfero (Asti), alla bresciana Confraternita del leone, dalla Compagnia del capitano del Bergamino della vicina Vogogna, ai gruppi locali di Arona e Bolzano. Un centinaio di figuranti in abbigliamento storico, impegnati lungo il fine settimana nei 50 mila metri quadrati della tenuta bolzanese, hanno dato vita a uno spettacolare affresco vivente: scene di vita quotidiana nel villaggio e negli accampamenti, botteghe di artigianato, fatti d’arme, battaglie campali, disfide cavalleresche, dimostrazioni d’arceria e di scherma storica, ma anche «giuochi per infanti», musiche e danze dell’epoca, scenografiche esibizioni di sbandieratori, menestrelli e artisti di strada, e financo uno spietato supplizio alla gogna particolarmente realistico…